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		<title>Benvenuto</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2015 15:31:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Benvenuti nel mio sito, spero sia un esperienza interessante. Lo scopo di questo sito, oltre che a far conoscere a una “platea” più vasta i miei lavori, vorrebbe essere un esempio di una delle tante possibili creazioni e modi di...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.wgpalmia.com/wordpress/?p=274">Read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>B</strong>envenuti nel mio sito, spero sia un esperienza interessante. Lo scopo di questo sito, oltre che a far conoscere a una “platea” più vasta i miei lavori, vorrebbe essere un esempio di una delle tante possibili creazioni e modi di esprimersi tramite l’arte del disegno-pittura. Non essendo più giovanissimo, nell’arco delle varie esperienze percorse in più di trentanni attività, mi sono fatto un idea di cosa significhi disegnare e creare immagini. Questa professione mi ha portato a considerare l’arte del disegno come qualcosa molto collegata all’esperienza (mi riferisco al disegno realistico). Nel senso che più si osserva il mondo e lo si disegna, con l’aiuto delle varie tecniche, più facilmente troveremo le nostre idee e il nostro modo di esprimerci. Non voglio dire che non ci siano delle doti di base (dalla nascita o dalle prime esperienze di vita a seconda delle varie tesi) ma penso che siano molto meno decisive di quanto si racconti, falsando meriti e qualità artistiche. Voglio esprimere l’idea che tutti siamo portati per comunicare attraverso il disegno e che si tratta solo di trovare il nostro stile e le tecniche più adatte al nostro metodo di lavoro. Avere il coraggio di fare delle scelte stilistiche, proporre le proprie opere a un possibile pubblico, senza il quale non avrebbero senso. Inoltre oggi abbiamo molte più tecniche a disposizione usando le tecnologie, sempre che si è disposti ad un “upgrade” mentale che ci porti fuori dai soliti “luoghi comuni” su ciò che è o non è Arte. In questo sito-blog non sono presenti gli innumerevoli disegni fatti per lavoro con finalità commerciali, perchè non vuole essere un curriculum ma una proposta con una valenza artistica. Quanto più o meno poi lo sia, lo decideranno singolarmente i vari visitatori. L’intenzione sarebbe di aggiornarlo con lavori vari, in particolare nella sezione dedicata al blog.</p>
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		<title>Perchè imparare a disegnare</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2015 15:18:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando ero ragazzo viaggiavo per l’Europa in tenda e incontravo molti ragazzi di nazionalità diverse, il mio inglese più che scolastico era proprio nullo. Quindi per comunicare con questi nuovi amici occasionali pensai di avvalermi della mia capacità di disegnare....<br /><a class="read-more-button" href="https://www.wgpalmia.com/wordpress/?p=271">Read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Q</strong>uando ero ragazzo viaggiavo per l’Europa in tenda e incontravo molti ragazzi di nazionalità diverse, il mio inglese più che scolastico era proprio nullo. Quindi per comunicare con questi nuovi amici occasionali pensai di avvalermi della mia capacità di disegnare. Così, sempre con la matita in mano, facevo disegni su tovaglioli e fazzoletti di carta per farmi capire e intavolare un qualsiasi discorso. Con stupore mi accorsi che anche gli altri, pur non avendo come me la passione per il disegno, si cimentavano disegnando il significato delle parole. Disegni, che per quanto brutti, comunque rendevano l’idea raggiungendo lo scopo. A questo punto fu facile rendermi conto dell’universalità del linguaggio disegnato e la mia mente si collegò velocemente ai recenti studi di storia dell’arte. Dai graffiti delle caverne fino all’invenzione della fotografia, senza il disegno avremmo capito molto meno delle nostre origini. Eppure questa capacità “innata” dell’uomo viene dimenticata dalla maggior parte delle persone, che non solo non la usano ma col passare del tempo perdono la capacità di interpretare i disegni, guardandoli distrattamente, senza cercare il valore comunicativo che ogni disegno contiene. Guardando come unico valore l’aspetto tecnico-realistico, il confronto con la realtà, l’esattezza delle proporzioni. Giochetto, tra l’altro, molto facile da fare con i disegni degli altri. Questa “bizzarra” premessa vuole porre l’attenzione sul fatto che secondo me nessuno dovrebbe smettere di disegnare, ma bisognerebbe continuare a farlo per tutta la vita con naturalezza approfittando delle tante pause in cui ci troviamo a volte noiosamente coinvolti. Così facendo potremmo comunicare meglio, giocando, con i nostri figli, ma anche con i nostri parenti e amici, non dovremmo comprare costosi bigliettini d’auguri, ma sapremmo farli noi con maggiore corrispondenza al carattere del festeggiato. Sapremmo spiegare meglio tutte quelle idee, che a tutti vengono in mente, ma che molti non sanno spiegare in maniera adeguata. Potremmo fare molte cose divertenti e con soddisfazione, ma disegnare è soprattutto una realtà lavorativa e imprenditoriale perché molte professioni sono collegate all’abilità di disegnare. Acquisire delle competenze, prima generali e poi specifiche, ci porta direttamente nel mondo del Design, dell’Illustrazione, del Fumetto, della Moda, dell’Animazione, dell’Architettura, della Pittura e molto altro se consideriamo che quasi tutto quello che ci circonda e usiamo quotidianamente è disegnato da qualcuno. Questo mio articolo vuole essere un piccolo contributo alle moltissime riflessioni che si possono fare sull’argomento, nella speranza che giovani (ma anche meno giovani) ritrovino quella passione creativa e comunicativa che avevano gli uomini preistorici che disegnavano sulle pareti delle caverne, gli Egiziani che attraverso i loro “geroglifici” ci hanno raccontato un mondo fantastico, continuando con i mosaici romani, i grandi classici del Rinascimento, Van Gogh, Picasso, Andy Warhol, Walt Disney, Rockwell, fino agli artisti “fantasy” che ci visualizzano mondi inimmaginabili.</p>
<p>WgP</p>
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		<title>Due parole sul &#8220;Fantasy&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 03:48:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>P</strong>arlare di un argomento in cui la Fantasia è il centro dell’attenzione è cosa ben difficile e complicata, per la complessità ma anche soggettività dell’argomento. Io lo farò con molta umiltà ma voglio “spendere due parole” a favore di un genere Artistico che pur richiedendo un grande sforzo di Fantasia e capacità tecniche non indifferenti, viene da molti, che si considerano esperti e conoscitori dell’Arte, trattato come un genere artistico “minore” rispetto alla grande “Arte” con la “A” maiuscola. Il mio modesto e umile parere viene comunque da una persona con più di cinquantanni che ha impegnato moltissimo tempo nella lettura di libri di ogni genere e che studia la storia dell’arte sin da giovanissimo. Non vuole essere assolutamente “terreno” di polemica, ma una riflessione sull’incomprensibile atteggiamento generalizzato a delineare continuamente classifiche critiche su quello che vale di più o di meno (rendendo “il classificatore” come “l’intenditore” di turno). Io credo invece che l’analisi delle diversità dei generi e la ricchezza dei loro contrasti e interazioni sia l’unico vero modo di valutare un processo artistico, portandolo all’attenzione di chi non avuto ancora la possibilità di fruirne. La letteratura e i quadri in stile “Fantasy” sono un interpretazione in ambientazione Fantastica di tutti quei temi che è la vita nel suo complesso, recuperando e ponendo quesiti di riflessione su valori ormai “schiacciati” dal cinismo contemporaneo del ”tutto è uguale” e dove i confini di ciò che è bene e ciò che è male sono diventati molto approssimativi. Nella letteratura “Fantasy” e “fantascientifica” (da cui deriva lo stile dei quadri), al di là della “coreografia” del racconto epico si possono riscontrare con un attenta osservazione vicende umane per niente “trascurabili”, con grande forza espressiva nella caratterizzazione dei personaggi, nella citazione di quesiti Filosofici, nella rappresentazione di storie umane drammatiche e incredibilmente attuali, reali nonostante lo “straniamento” dell’ambientazione inesistente. Io non riesco a vedere tutta questa differenza di qualità artistica dalla letteratura classica che ho letto abbondantemente prima di arrivare al “Fantasy”, mi sembra che i confini dell’invenzione e di ciò che possiamo considerare fantastico siano molti più sfumati, a partire dai grandi classici greci. Ho come l’impressione che ci si fermi troppo facilmente all’aspetto stilistico, al “mi piace” o “non mi piace” indipendentemente dall’attenta valutazione dei contenuti e dei significati. Volendo “a forza” far coincidere “Forma” e “Contenuto” quando la realtà di tutti i giorni è piena di esempi dove i comportamenti e l’aspetto formale non coincidono affatto con i valori messi in gioco. Ovviamente questo mio piccolo testo non è rivolto a chi più sapientemente di me tratta argomenti collegati all’arte e nemmeno a chi “sapientemente” ama “solo il cinema prima della guerra” o “per me l’unico vero artista è Picasso” oppure “dopo Stravinsky la musica è morta”. Questa lettera vorrebbe essere motivo di riflessione per tutti quelli che chiusi nell’abitudine fanno (anche inconsapevolmente) sempre la stessa scelta di genere, dando per scontato il loro gusto estetico fermo nel tempo. Io penso che ogni tanto valga la pena di “rischiare” e provare a leggere un libro diverso dal solito (fino in fondo), “azzardare” la visita a un Museo, anche se si pensa che sarà noioso. Insomma provare un esperienza artistica diversa dal solito e chissà che magari non restiamo sorpresi dalle nostre reazioni, scoprendo in noi uno di quei mondi fantastici che il “genere” Fantasy descrive con tale precisione da farlo sembrare reale.</p>
<p>WgP</p>
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